mercoledì 8 agosto 2012
IL MESTIERE ANTICO Novecento
Il fenomeno inalienabile
Indipendentemente dalle varie legislazioni in Europa e nel mondo, la prostituzione, è considerata un fenomeno inalienabile, concepita come comportamento individuale lecito. Di contro viene comunemente condannato lo sfruttamento organizzato.
Nel 1949, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la “Convenzione per la soppressione del traffico di persone e lo sfruttamento della prostituzione altrui”, affermando che la prostituzione forzata è incompatibile con la dignità umana, richiedendo a tutte le parti coinvolte di punire i protettori e i proprietari dei bordelli e gli operatori e di abolire tutti i trattamenti speciali o la registrazione delle prostitute. La convenzione fu ratificata da 89 paesi ma la Germania, i Paesi Bassi e gli Stati Uniti non parteciparono.
Italia
Nei primi anni del nuovo secolo e soprattutto con l’avvento della cultura fascista i bordelli (chiamati così perché situati ai bordi delle città) diventano icone di virilità e celebrazione del maschio.
Il funzionamento delle case chiuse era molto semplice. La tenutaria generalmente ex prostituta, reclutava le "pensionanti". Generalmente rimanevano quindici giorni. Prendevano il 50% della marchetta, il resto andava alla tenutaria. Il numero delle prestazioni giornaliere di ciascuna prostituta si aggirava attorno alla quarantina e il pagamento era sempre anticipato. Le ragazza dovevano essere titolari di un libretto sanitario, in assenza del quale non era possibile lavorare. Le visite mediche erano frequenti, in caso di riscontro di malattia l'interruzione dell'attività era immediata. Le ragazze attendevano nei salottini in attesa che qualcuno le scegliesse. Non potevano rifiutarsi. L’attività era concentrata particolarmente nel pomeriggio e la sera.
Le case chiuse furono definitivamente chiuse nel 1958 quando entrò in vigore la legge Merlin. Questa legge, secondo la sua ideatrice, si proponeva il lodevole scopo di ridare dignità alle donne, di cancellare la vergogna dello Stato imprenditore delle donne schiave, di mettere un freno alla prostituzione. Fu vietato quindi lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione, ma non la prostituzione stessa in quanto fatto privato. Il 20 settembre 1958 furono chiuse ben 560 case d’appuntamenti con oltre 3300 posti letto frequentate ufficialmente da 2705 ragazze registrate come prostitute professionali che contribuivano ad un fatturato totale di circa 15 miliardi di vecchie lire.
La prostituzione quindi non viene considerata un reato ma un comportamento individuale lecito fino a quando nel 2002 il governo di centro-destra con un disegno di legge ha proposto di cambiare la legge Merlin a causa dell’aumento delle prostitute nelle strade. La legge prevede sanzioni fino a 4mila euro per il cliente e fino a 1.000 euro più l'arresto da 5 a 15 giorni per le prostitute. Di fatto la prostituzione torna ad essere illegale.
Negli ultimi anni vi è la tendenza a esercitare l’attività con clienti abituali nelle abitazioni private dove è maggiore la percezione di sicurezza, fuori da ogni logica di sfruttamento.
Con l’avvento della immigrazione straniera la maggior parte continua a battere il marciapiede raccogliendo in strada i clienti. Si tratta generalmente di prostitute provenienti dall’Africa (in particolare Nigeria), dall’Est Europa e donne cinesi in condizione di clandestinità.
Secondo una recente indagine le professioniste del sesso sono oltre 50.000 (cifra per difetto che non comprende almeno il doppio sfuggito ai controlli e le infinite strade del multimediale) quasi tutte donne (94%). Si calcola che solo a Roma e Milano siano presenti ogni notte almeno seimila ragazze. Il 20 per cento ha meno di 18 anni. Il 10 per cento è costretta dietro minaccia a svolgere questo mestiere. Il 65 per cento di chi vende il proprio corpo lavora sulla strada. 9 milioni sono i loro clienti di cui il 70 per cento coniugati. Chi va con una prostituta, afferma di farlo per solitudine o per difficoltà a instaurare rapporti con l’altro sesso. L'80 per cento chiede rapporti non protetti (quasi il 45 per cento viene soddisfatto dalla richiesta) quindi il rischio di contrarre malattie è molto elevato anche perchè il 12 per cento delle prostitute è sieropositivo.
Nei Paesi Esteri
Nella maggior parte dei paesi dove la prostituzione è criminalizzata, chi si prostituisce viene arrestato e perseguitato più dei clienti In particolare nei paesi musulmani, la prostituzione è sanzionata con la "pena di morte"; mentre in altri sono illegali l'adescamento e lo sfruttamento. In altri ancora è completamente legalizzata, ad esempio nei Paesi Bassi i bordelli possono farsi pubblicità ed agire in regime di concorrenza offrendo più qualità e servizi. In altri invece è illegale comprare servizi sessuali, ma è legale vendere servizi sessuali. Nei paesi del terzo mondo spesso quest’attività costituisce la sola via d'uscita da una condizione di miseria.
In Europa
In Belgio la prostituzione è legale dal 1945, ma viene perseguita qualora turbi l’ordine pubblico. Le case chiuse sono vietate come anche lo sfruttamento e il favoreggiamento. Le prostitute e i clienti non sono perseguibili per legge. Nella maggior parte dei casi, la prostituzione viene esercitata in club, bar a luci rosse, case private e vetrine sulla strada. Qui le prostitute vengono registrate dagli uffici del fisco in qualità di lavoratrici autonome, possono godere di assistenza sociale e pagano le tasse.
In Bulgaria la prostituzione in se è legale, ma la maggior parte delle attività collegate sono fuorilegge.
In Danimarca la prostituzione è legale ma non è regolata, è prevalentemente svolta nei cosiddetti “saloni per massaggi”.
In Francia vige una legge del 1946 che rese illegali le case di tolleranza e lo sfruttamento, ma non la prostituzione, considerata, da una legge del 2003, “attività che viola la tranquillità e l'ordine pubblico”. I clienti sono puniti con due mesi di prigione e 3.750 euro di multa.
In Germania la prostituzione è riconosciuta come un vero e proprio lavoro. Le case chiuse legalizzate. Le lavoratrici del sesso godono di garanzie assicurative in materia di malattia, disoccupazione e pensione. L’orario è regolamentato (5 giorni a settimana), come le ferie (un mese l’anno) e nessun obbligo di prestazioni sessuali non volute. Il favoreggiamento è stato depenalizzato mentre è punito lo sfruttamento.
In Gran Bretagna la prostituzione non è illegale tranne le attività di adescamento e sfruttamento. Le case di appuntamento sono illegali. Per problemi relativi ai controlli sanitari, si calcola che il 95% delle 80mila prostitute sia tossicodipendente, si sta valutando l’ipotesi di creare quartieri a luci rosse o la riapertura delle case chiuse.
In Grecia la prostituzione è legale, per svolgere l’attività, occorre obbligatoriamente iscriversi in appositi registri statali. L’autorizzazione viene concessa da strutture sanitarie. L’esercizio è consentito nelle strade e in alcune aree cittadine.
In Irlanda la prostituzione è considerata un reato, non esistono case chiuse e la legge prevede multe o arresto sia per le prostitute che per i clienti.
In Norvegia è illegale comprare servizi sessuali, ma è legale vendere servizi sessuali.
In Olanda la prostituzione è legale fin dal 1815. E’ considerata una normale professione. Si può lavorare anche all’aperto in determinate zone. Le prostitute in regola pagano le tasse sulle loro entrate, hanno periodici controlli medici. Si prostituiscono in appartamenti ed esistono interi quartieri a luci rosse. Ad Amsterdam è celebre il quartiere con le donne in vetrina.
In Spagna la prostituzione è tollerata. L’attuale codice penale punisce solo l’adescamento. La legalizzazione delle case chiuse e quindi l’emanazione di misure sanitarie con controlli frequenti ha ridotto al minimo la prostituzione per strada. Si stima che in tutto il Paese le prostitute si aggirino intorno alle 500mila.
In Svezia dal 1999 è entrata in vigore una legge volta a proteggere la donna. Sono previste pene severe per lo sfruttamento della prostituzione e per chi affitta camere e locali usati per la prostituzione.
In Svizzera la prostituzione è legale dal 1942. Può esercitare la professione chi ha raggiunto la maggiore età (16 anni) e chi possiede un regolare permesso di soggiorno. Viene punito invece chi promuove la prostituzione e lo sfruttamento di atti sessuali.
Nel mondo
In alcuni stati dell’Australia qualsiasi persona di età superiore ai 18 anni può offrire prestazioni sessuali in cambio di denaro. Una persona che desideri svolgere l'attività di prostituta può richiedere una regolare licenza di esercizio.
In Brasile la prostituzione in proprio è legale, ma guadagnare dalla prostituzione altrui è illegale.
In Canada, la prostituzione in sé è legale, ma anche in questo caso la maggior parte delle attività collaterali non lo sono. Non è legale ad esempio vivere esclusivamente di prostituzione senza essere di alcuna utilità alla società ed è illegale inoltre (per ambo le parti) negoziare in un luogo pubblico, (incluso nei bar).
La Corte Suprema Canadese ha stabilito nel 1978 che, per essere condannati per adescamento, l'atto deve essere “pressante e persistente”.
In Giappone il sesso a pagamento non è illegale ma ci sono dei limiti: la prostituzione vaginale, ad esempio, è vietata dalla legge, mentre il sesso orale a pagamento è permesso. Colei che lo compie non è considerata affatto una prostituta.
L’attività si svolge in appositi saloni del sesso chiamati “love hotel”. Si calcola che oltre un milione di ragazze svolgano regolarmente l’attività. I giapponesi considerano il sesso a pagamento un’esperienza collettiva da vivere in particolar modo con i colleghi di lavoro.
In Nuova Zelanda è in vigore una legge del tutto simile a quella olandese.
Negli Stati Uniti il sesso a pagamento è illegale. Le misure di repressione cambiano da Stato a Stato con esclusione del Nevada dove l’esercizio è consentito unicamente in determinate strutture.
In Thailandia la prostituzione è illegale e fortemente repressa al fine di scongiurare il turismo sessuale e lo sfruttamento dei minori.
In Turchia la prostituzione di strada è legale, così come la prostituzione nei bordelli regolati dal governo. Tutti i bordelli devono avere una licenza così come la devono avere tutte le lavoratrici.
Cinema e Novecento
Ampia documentazione del fenomeno è riscontrabile nella produzione cinematografica di questo secolo.
Nel film "Roma" di Federico Fellini descrive minuziosamente la vita in due bordelli, uno popolare e l'altro lussuoso.
Nei film "La Romana" e "Ieri, oggi e domani" sia la Lollobrigida che la Loren rappresentano figure di prostitute protagoniste.
All'estero spiccano "Casco d'oro", con la Signoret e "Bella di giorno", con Catherine Deneuve, una moglie borghese insoddisfatta, che cerca di liberarsi dalle frustrazioni prostituendosi tutti i giorni dalle 2 alle 5
E poi ancora il francese "Quell'oscuro oggetto del desiderio" di Bunuel, l’inglese "Ballando con uno sconosciuto", l’americano "Whore-Puttana" e i film tedeschi di Fassbinder…
E poi ancora.
Commedie: Irma la dolce, Colazione da Tiffany.
Film drammatici: Mamma Roma, Rocco e i suoi fratelli, Adua e le compagne, Filumena Marturano, Le notti di Cabiria, Un uomo da marciapiede, In nome del popolo italiano, Film d'amore e d'anarchia, Belli e dannati, Monster, Pretty Baby, Proposta indecente, Taxi Driver, Via da Las Vegas, Human Trafficking, La sconosciuta, "The Girlfriend Experience", Irina Palm - Il talento di una donna inglese.
Film romantici: Pretty woman, Moulin Rouge!, Questa è la storia della mia vita, Belle tout jour, seguito di Bella di giorno di M. De Oliveira, La viaccia, Lola, donna di vita, Ballando con uno sconosciuto, Paprika, Mai di domenica, Cheri.
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