mercoledì 8 agosto 2012
LA VENDETTA 4
6 September 1891
Poulton-le-Fylde, Sunday
Madame,
ho urgenza di parlarvi. Non so se siete ancora tra le grazie di Julien… si fa per dire… ma ho delle novità importanti delle quali vorrei farvi immediatamente partecipe. Rispondetemi presto.
George
Duca di Rutiland
Ps. Ho dato istruzioni al mio servitore di attendere la vostra risposta prima di rimettersi in cammino.
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Poulton-le-Fylde, Sunday
Mio caro George,
purtroppo l’ora tarda non mi permette di farvi visita e una signora dabbene per nessun motivo si avventurerebbe per strade notturne che per giunta volgono fino alla casa del proprio amante.
Qualunque sia il motivo della vostra reticenza, vi concedo di riferirmi con lo stesso mezzo.
Attendo con ansia notizie.
Clotilde
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Poulton-le-Fylde, Sunday
Madame,
perdonate la ceralacca, ma non avrei mai potuto consegnare al mio servitore questa mia aperta. Quello che sto per dirvi è estremamente confidenziale e per quanto abbia avuto modo di accertare completamente veritiero.
Mentre gli ospiti si dilettavano nella caccia alla volpe e le affascinanti signore, smarrite nel mio intricatissimo labirinto di siepe d’alloro venivano intrattenute da giochi e scherzi d’acqua, ho trascorso una piacevole giornata con la signorina Marianne. Ma solo dopo che gli ospiti sono andati via ho avuto modo di approfondire ciò che più stava a cuore ad entrambi.
Come da vostre istruzioni, una volta soli, comodamente seduti in terrazza, ho fatto leva sulle tecniche più persuasive, decantando la sua bellezza e declamando il mio interesse autenticamente platonico nei suoi confronti.
La ragazza, all’inizio incredula, guardava distante i filari grigiastri di abeti che segnano i confini della mia tenuta. Senza guardarmi negli occhi lentamente si è sciolta accogliendo le mie dita che ad arte giocavano e stringevano con fare apparentemente distratto i polpastrelli della sua mano sinistra.
Solo quando le ore volgevano all’imbrunire e sempre con la precisa intensione di ottenere la confessione sperata, ho invitato la gradita ospite nei miei appartamenti privati.
Or dunque madame, non avendo percepito la benché minima resistenza, il passaggio nella stanza da letto, che voi ben conoscete, è avvenuto in modo molto naturale. La sua bocca era ben disposta, le sue labbra erano fresche e frizzanti come una fonte per un assetato, i suoi seni picchi da scalare, la sua pelle un velluto da accarezzare come un petalo di rosa.
Al culmine delle nostre effusioni, Marianne spontaneamente si è lasciata andare, confessandomi che se la mia passione fosse andata oltre, per lei sarebbe stata la prima volta in assoluto.
Non credendo alle mie orecchie, e per meglio esaudire il vostro e in quei frangenti anche il mio desiderio, sono andato personalmente a verificare incontrando le tipiche adolescenti resistenze femminili.
A quel punto non ho potuto esimermi dal chiedere le dovute spiegazioni sul tipo e la natura del rapporto tra la ragazza e vostro marito. La signorina, trasalendo, è letteralmente esplosa in una fragorosa risata dandomi del pazzo e asserendo solennemente che tra loro due non v’è mai stato alcun rapporto né di tipo sentimentale, né tantomeno sessuale.
Data l’illibatezza riscontrata poco prima, ho cercato di conoscere se fossero dediti ad altri tipi di effusioni. Marianne questa volta sdegnata ha giurato su quanto di più caro, che vostro marito non l’ha mai sfiorata neanche con un dito.
Perplesso da quelle parole ho cercato di sapere quanto meno il motivo dei preziosi regali e delle frequentissime apparizioni in pubblico. Al che ho visto il suo volto arrossire e subito dopo con fare sbrigativo coprire le sue nudità, pregandomi di farla accompagnare, non prima di avermi offerto la sua bocca voluttuosa.
Ho dato immediatamente ordine alla servitù di predisporre la carrozza ed accompagnare la signorina a casa. Marianne, mentre scendeva le scale, mi ha ringraziato per lo stupendo pomeriggio pregandomi di non farne cenno con suo fratello Julien.
Madame sono spiacente di non essere stato in grado di avere ulteriori spiegazioni e l’informazione ricevuta, pur sollevando alcuni dubbi, non chiarisce la situazione. Mi riprometto a breve di invitare nuovamente la signorina Marianne con il preciso intento di conoscere quanto meno la causa di quel rossore sul viso.
Con deferenza
George
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